pagina aggiornata il 2 Febbraio 2012

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Efficienza, rappresentatività e autorevolezza doti importanti


 

 

È sempre bello trovare degli Enti dove tutto funziona bene, con ordine e con efficacia. Si tratti di società private o di Enti pubblici, tipo i Comuni, sono sempre apprezzate doti quali l’efficienza, la rappresentatività, l’autorevolezza. Al loro contatto si riporta un’impressione positiva che dura nel tempo. Mentre le caratteristiche contrarie, negative, disgustano e fanno perdere fiducia. Questo tipo di riflessioni ogni persona se le fa, specialmente all’inizio di un nuovo anno, quando si vuole impostare il lavoro, che ci si augura fruttuoso.
Questo naturalmente accade anche per le varie Unioni ladine che hanno, in merito, una esperienza di vitalità e di forza per andare avanti.

Efficienza
Questo termine è un sostantivo parente di “fare” e indica, pertanto la capacità di “fare” le cose che sono in programma, in calendario, in prospettiva, ecc.
“Efficienza” è contrario a “deficienza”, che indica primariamente il “non fare”, oltre che il “non essere”.
Abitualmente si dicono “efficienti” coloro che non scaldano le sedie, che non sono in posti di dirigenza per l’onore che comportanto, scindendo l’onore dall’onere, ossia dai doveri concomitanti.
Le Unioni, di per solito non numericamente forti, hanno bisogno di gente che fa. E il fare dei dirigenti può essere multiforme: c’è chi porta un contributo di idee, chi invece si adopera per realizzarle, per eseguire quanto programmato. L’importante è che i dirigenti siano, ciascuno, con il proprio stile, tutti efficienti. Così l’Unione avrà un futuro davanti a sé e nessuno dei componeni la dirigenza sarà inutile a quel posto.


Rappresentatività
È ben evidente che la Direzione di una Unione ladina deve essere in continuo contatto con la gente da cui è stata scelta.
In pratica la Direzione ha la fuunzione di essere l’organo che ascolta i desideri della “base”, ne recepisce i consigli e li attua nella pratica.
Si potrebbe dire che essa ha la funzione di fare la sintesi delle proposte che emergono, organizzandole, perfezionandole e distribuendole nel tempo. È sempre buona regola stabilire un calendario delle cose da farsi. Tale documento dovrà poi essere reso noto ai ladini dell’Unione, perchè lo tengano presente e si prestino alla sua realizzazione, secondo le capacità di ognuno.
Sarebbe non auspicabile che la Dirigenza avessa da essere una équipe, magari validissima in sè, ma poi staccata dalla base.


Autorevolezza
I dirigenti di un’Unione ladina devono inoltre avere una loro autorevolezza. Questa dote ha due facce: una volta all’interno del gruppo e l’altra volta all’esterno.
Una dirigenza è autorevole all’interno dell’Unione quando è composta da gente competente e volonterosa. Non basta, di per solito, che i vari elementi siano volonterosi: devono essere anche competenti per fare il proprio compito come si deve. Bisogna tener presente che, specialmente quando si tratta di cultura (anche di cultura popolare), non ci si può improvvisare dei tecnici, dei linguisti, degli storici, ecc. Bisogna saperlo fare.
Così il gruppo potrà presentarsi anche all’esterno, a confronto con altre Unioni, sapendo quello che dice, riscuotendo la stima che è necessaria per andare avanti.