È sempre bello trovare degli Enti dove tutto funziona bene, con ordine e con
efficacia. Si tratti di società private o di Enti pubblici, tipo i Comuni, sono
sempre apprezzate doti quali l’efficienza, la rappresentatività,
l’autorevolezza. Al loro contatto si riporta un’impressione positiva che dura
nel tempo. Mentre le caratteristiche contrarie, negative, disgustano e fanno
perdere fiducia. Questo tipo di riflessioni ogni persona se le fa, specialmente
all’inizio di un nuovo anno, quando si vuole impostare il lavoro, che ci si
augura fruttuoso.
Questo naturalmente accade anche per le varie Unioni ladine che hanno, in
merito, una esperienza di vitalità e di forza per andare avanti.
Efficienza
Questo termine è un sostantivo parente di “fare” e indica, pertanto la
capacità di “fare” le cose che sono in programma, in calendario, in prospettiva,
ecc.
“Efficienza” è contrario a “deficienza”, che indica primariamente il “non fare”,
oltre che il “non essere”.
Abitualmente si dicono “efficienti” coloro che non scaldano le sedie, che non
sono in posti di dirigenza per l’onore che comportanto, scindendo l’onore
dall’onere, ossia dai doveri concomitanti.
Le Unioni, di per solito non numericamente forti, hanno bisogno di gente che fa.
E il fare dei dirigenti può essere multiforme: c’è chi porta un contributo di
idee, chi invece si adopera per realizzarle, per eseguire quanto programmato.
L’importante è che i dirigenti siano, ciascuno, con il proprio stile, tutti
efficienti. Così l’Unione avrà un futuro davanti a sé e nessuno dei componeni la
dirigenza sarà inutile a quel posto.
Rappresentatività
È ben evidente che la Direzione di una Unione ladina deve essere in continuo
contatto con la gente da cui è stata scelta.
In pratica la Direzione ha la fuunzione di essere l’organo che ascolta i
desideri della “base”, ne recepisce i consigli e li attua nella pratica.
Si potrebbe dire che essa ha la funzione di fare la sintesi delle proposte che
emergono, organizzandole, perfezionandole e distribuendole nel tempo. È sempre
buona regola stabilire un calendario delle cose da farsi. Tale documento dovrà
poi essere reso noto ai ladini dell’Unione, perchè lo tengano presente e si
prestino alla sua realizzazione, secondo le capacità di ognuno.
Sarebbe non auspicabile che la Dirigenza avessa da essere una équipe, magari
validissima in sè, ma poi staccata dalla base.
Autorevolezza
I dirigenti di un’Unione ladina devono inoltre avere una loro autorevolezza.
Questa dote ha due facce: una volta all’interno del gruppo e l’altra volta
all’esterno.
Una dirigenza è autorevole all’interno dell’Unione quando è composta da gente
competente e volonterosa. Non basta, di per solito, che i vari elementi siano
volonterosi: devono essere anche competenti per fare il proprio compito come si
deve. Bisogna tener presente che, specialmente quando si tratta di cultura
(anche di cultura popolare), non ci si può improvvisare dei tecnici, dei
linguisti, degli storici, ecc. Bisogna saperlo fare.
Così il gruppo potrà presentarsi anche all’esterno, a confronto con altre
Unioni, sapendo quello che dice, riscuotendo la stima che è necessaria per
andare avanti.